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Casina delle Civette e Casino Nobile

Sono pochi i luoghi che come il Casino Nobile racchiudono in sé così tanta storia, dal fasto dei Torlonia al fascismo.

CASINA DELLE CIVETTE
IIl Museo della Casina delle Civette – aperto al pubblico nel 1997 – è situato all’interno del parco di villa Torlonia sulla via Nomentana.
L’edificio posto su una collinetta presenta una struttura architettonica originale e ricca di elementi decorativi; la costruzione risale al 1840 quando l’architetto veneto Giuseppe Jappelli realizzò un curioso edificio denominato “Capanna Svizzera” rivestita di rozze pietre squadrate con pianta a “elle” ed un piccolo corpo ottagono; nel 1908 il Principe Giovanni Torlonia, proprietario della villa, decise di abitare nell’edificio e ne ordinò l’ampliamento e la decorazione con elementi neomedievali e liberty, affidandone la realizzazione all’architetto Gennari: all’edificio vennero infatti aggiunti attici frastagliati, torrette, loggette e balconi porticati ed una serie di elementi decorativi quali maioliche, ferri battuti, mosaici, stucchi e marmi scolpiti.

L’edificio ha subito un’ulteriore trasformazione tra il 1916 ed il 1920 ad opera dell’architetto Vincenzo Fasolo che aggiunse alla struttura un altro corpo di fabbrica su un vasto portico con volta a crociera che sostiene un vano a terrazza. Si deve a queste due fasi
dei lavori la realizzazione di più di quaranta vetrate policrome legate a piombo create dal maestro vetraio Cesare Picchiarini su disegno di noti artisti come Duilio Cambellotti, Paolo Paschetto, Umberto Bottazzi e Vittorio Grassi.

Proprio la presenza di questa ricca collezione ha suggerito di adibire l’edificio a museo della vetrata: accanto a quelle originali restaurate e ricollocate nelle sedi originarie, sono esposti altri esemplari ed oltre cento bozzetti, cartoni e disegni preparatori.

Tra le vetrate della Casina, si citano quelle particolarmente importanti di Cambellotti come quella denominata “il chiodo” con una ricca raffigurazione di pampini e grappoli d’uva, quella delle Civette, con le immagini stilizzate dell’uccello notturno che ricorre in maniera ossessiva nella decorazione di tutto l’edificio e quelle con i dinamici voli di uccelli della serie “Migratori”.

Da citare anche le vetrate di Paolo Paschetto con la serie “Rose e Farfalle” e quelle di Bottazzi intitolata “I Pavoni”. Alla morte del Principe nel 1939 la Casina venne abbandonata e dal 1944 al 1947, durante l’occupazione della villa da parte del comando militare anglo
americano, subì danni ingenti a tutti gli apparati decorativi, particolarmente delicati e preziosi.

Tale stato di degrado ha reso ancora più difficoltose le operazioni di recupero e di restauro che sono state portate a termine con grande professionalità da numerosi e diversi specialisti.
La visita al museo prevede anche un percorso nelle stanze in cui visse il principe Torlonia decorate con il tema ricorrente della civetta.

Indirizzo: Via Nomentana, 70
Orario: dal 30 marzo al 30 settembre 2008 ore 9.00-19.00;
dal 27 febbraio al 29 marzo e dal 1 al 25 ottobre 2008 ore 9.00-17.30;
dal 26 ottobre al 26 febbraio 2008 9.00-16.30;
Aperto 24 e 31 dicembre 9.00-14.00; Pasqua e Pasquetta 9:00-17:30
Chiuso Lunedì, 1 gennaio, 1 maggio e 25 dicembre
Prezzi: Intero: € 3,00 Ridotto: € 1,50 Gratuito sotto i 18 e sopra i 65 anni
Telefono: 0039 060608 dalle 9.00 alle 22.30 Fax: 0039 06 44250166 Sito web: www.museivillatorlonia.it Email: info@museivillatorlonia.it

CASINO NOBILE

Il Casino Nobile deve il suo aspetto all’intervento di Giuseppe Valadier, intorno al 1802, quindi tra il 1835-40 a Giovan Battista Caretti che aggiunse il maestoso pronao della facciata.
Molti pittori lavorarono alla sua decorazione, quali Podesti e Coghetti, oltre a scultori e stuccatori della scuola di Thorvaldsen e Canova.
Quando, dal 1925 al 1943, la Villa fu affittata a Benito Mussolini, nel piano interrato furono realizzati un rifugio antigas ed un bunker antiaereo, visitabili su prenotazione.
L’edificio restaurato ospita nei due piani di rappresentanza il Museo della Villa, con sculture e arredi d’epoca. Al secondo piano è il Museo della Scuola Romana, con dipinti, sculture e disegni degli artisti di quella corrente.Le opere esposte nelle sale del Museo offrono uno sguardo d'insieme su uno dei momenti più interessanti e vitali dell'arte italiana del Novecento, la ricerca figurativa a Roma nel periodo compreso tra la prima e la seconda guerra mondiale. Si va dai protagonisti del Realismo magico come Antonio Donghi, Francesco Trombadori, Riccardo Francalancia, Ferruccio Ferrazzi, a quel particolare momento conosciuto come "Scuola di Via Cavour", con le opere di Mafai, Antonietta Raphaël, agli anni Trenta, ampiamente rappresentati dai pittori tonali - Corrado Cagli, Giuseppe Capogrossi, Emanuele Cavalli, Roberto Melli, Guglielmo Janni- e da quelli che a ridosso della guerra maturano un nuovo linguaggio "realista": Alberto Ziveri, Fausto Pirandello, Renato Guttuso, il giovane Renzo Vespignani.

Non mancano protagonisti nel campo della scultura come Pericle Fazzini, Mirko Basaldella, Leoncillo Leonardi e un maestro dell'incisione come Luigi Bartolini. Pur nella varietà dei linguaggi espressivi la definizione comune "Scuola romana" trova la sua motivazione in alcuni elementi di continuità che appaiono determinanti: il legame viscerale con la città e il suo mito dell'antico, il culto del "mestiere" e della sperimentazione, e, soprattutto, una profonda insofferenza verso un'idea di arte come espressione di un Regime. Forse anche come reazione alla retorica dilagante, le opere di questi artisti ci parlano di realtà intime e dimesse, di sguardi carichi di inquietudine, di una città colta nei suoi luoghi più nascosti o in quelli che stavano per sparire sotto i colpi del piccone risanatore.

Indirizzo: via Nomentana 70
Dal 27 febbraio al 29 marzo e dal 1 al 25 ottobre 2008 dalle 9:00 alle 17:30,
Dal 26 ottobre al 26 febbraio 2008 dalle 9:00 alle 16:30
Aperto 24 e 31 dicembre 9:00 alle 14:00; Pasqua e Pasquetta 9:00-17:30
Chiuso lunedì, 1 gennaio, 1 maggio, 25 dicembre.
Prezzi: Intero: € 4,50 Ridotto: € 2,50 Telefono: 0039 060608 dalle 9.00 alle 22.30 Sito web: www.museivillatorlonia.it Email: info@museivillatorlonia.it





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